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Nuovi modelli di finanziamento per gli Enti del Terzo Settore: i titoli di solidarietà. Dalla finanza speculativa a quella sociale

3/6/2018

 

 

Di Melania Verde

 

La riforma del Terzo settore rappresenta un grosso passo avanti per la finanza sociale (etica), quella finanza cioè non speculativa che deve servire a dare ali concrete ai soggetti del terzo settore. Questo sarà possibile grazie ai nuovi stumenti finanziari introdotti.

Nello specifico, il Codice del Terzo settore, disciplinato dal dlgs 117/2017, ha introdotto nel nostro ordinamento i “titoli di solidarietà”, che sono entrati in vigore dal 1° gennaio del 2018 L'obiettivo è sostenere la crescente esigenza di finanziamento degli enti del terzo settore (ETS, in breve) che sono tenuti ad iscriversi nel Registro unico nazionale per il Terzo settore, che raccoglierà  oltre le associazioni di promozione sociale e le organizzazioni di volontariato, anche gli altri enti dell'intero comparto.

E' bene però precisare che i titoli di solidarietà non rappresentano una novità per l’ordinamento italiano. La loro presenza nella compagine normativa nazionale, infatti, è ben nota oramai da oltre un ventennio. L'articolo 29 del Dlgs 460/1997 prevedeva (oggi abrogato proprio dal D.Lgs. 117/2017) l'emissione di speciali "titoli di solidarieta'", destinati al finanziamento delle organizzazioni non lucrative con utilita' sociale (Onlus), determinando per essi un regime fiscale di favore.

Nella recente formulazione prevista dall'art. 77,  Titolo IX del Codice del terzo settore, gli emittenti avranno l’obbligo di destinare l’intera raccolta derivante dall’emissione dei titoli agli ETS tenendo conto degli obiettivi di solidarietà sociale perseguiti. Inoltre, gli stessi potranno erogare a titolo di liberalità una somma commisurata all’ammontare nominale collocato dei titoli agli ETS più meritevoli sulla base di un progetto per il sostegno delle proprie attività istituzionali: per la quota pari allo 0,6% del predetto ammontare, agli emittenti spetta un credito d’imposta pari al 50% della stessa erogazione liberale. Per i sottoscrittori, invece, sarà importante sapere che gli interessi, i premi ed ogni altro provento derivanti dai titoli di solidarietà sono soggetti al regime fiscale  del 12,50%, regime fiscale previsto per i titoli di Stato (tra i più diffusi esempi di prestiti obbligazionari).

Si tratta, in sintesi, di obbligazioni (minimo 36 mesi) e altri titoli di debito nonché certificati di deposito (min 12 mesi) che gli Istituti di credito possono emettere per finanziare esclusivamente gli impieghi a favore degli ETS. Inoltre tali titoli potranno essere quotati su ExtraMOT (sistema di negoziazione di Borsa Italiana per gli strumenti obbligazionari),  con la qualifica di “Social Bond”.

La legge di riforma non ha dunque trascurato di innovare gli strumenti di finanziamento, agevolando fiscalmente le banche che emetteranno i titoli di solidarietà e i privati che li sottoscriveranno nonché consentendo agli istituti di credito con caratteristiche adeguate di erogare prestiti agevolati dando ulteriore impulso all’imprenditoria sociale. L'efficacia dei titoli di solidarietà è ovviamente tutta da testare ma certamente richiederanno agli ETS, come del resto tutta la nuova normativa, uno sforzo di crescita, una contaminazione positiva dei diversi mondi dell'economia.

 

Melania Verde (Studio Legale nel Sociale)

Via Foria 130 - Napoli 

 

www.studiolegalenelsociale.com

 

 

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